L’automazione crea posti di lavoro? Ne elimina? Il dibattito è annoso e le risposte arrivate da più parti sembrano confermare che, come ogni grande rivoluzione tecnologica nella storia dell’uomo, l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale, finiranno per cancellare alcune attività, sostituendosi nella loro esecuzione alla controparte umana. Quello che sembra altrettanto certo, e che la storia conferma, è che le nuove tecnologie finiranno per generare molti più posti di lavoro, che oggi è ancora difficile immaginare.
La domanda che ci poniamo però, anzi che si è posta il Capgemini Research Institute, non verte tanto sui numeri, ma sulla qualità e produttività delle attività lavorative che si aprono all’automazione e alla robotica.
Basata su un campione di oltre 2000 dipendenti e 800 manager di aziende con oltre 1 miliardo di fatturato annuo, la ricerca globale del Capgemini Institute ci rivela che il tanto agognato salto di produttività, atteso con l’introduzione dell’automazione, non c’è stato. Il motivo? La mancanza di un adeguato piano di formazione e riqualificazione della forza lavoro delle imprese. Gli operatori non erano (non sono) pronti a sfruttare appieno il potenziale dell’automazione. E questo, oltre a non generare maggiore produttività, finisce per essere un freno per le imprese.
La ricerca rivela inoltre che se le aziende investissero con convinzione in un piano strutturale di formazione dei propri dipendenti, all’utilizzo delle nuove tecnologie, potrebbero maturare risparmi per oltre 90 milioni di dollari l’anno. Non bruscolini, insomma.
Ma perché la formazione è importante? Qualche tempo fa
avevamo parlato di un’iniziativa formativa che un’importante azienda attiva nel settore della
robotica collaborativa aveva varato – gratuitamente – per i propri clienti. Il punto è proprio questo: le nuove tecnologie se non si inseriscono in un contesto pronto a riceverle (e a sfruttarle al meglio) sono strumenti sottosfruttati. È invece solo da un uso consapevole dell’automazione, e da una riqualificazione delle competenze aziendali volta a quell’uso, che può esserci maggiore produttività. È un tema di
sostenibilità e responsabilità d’impresa. Le aziende devono investire sulla propria forza lavoro con programmi di formazione al passo con i tempi, solo in questo modo potranno ottenere maggiori profitti dagli investimenti fatti nell’automazione.
Anche l’ultimo rapporto
AIDP-LABLAW 2018 a cura di DOXA su “
Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia”, mostra come nelle aziende gli investimenti fatti in robotica e nuove tecnologie, vengano – a grande maggioranza, l’89% – percepiti come al servizio delle persone e non in loro sostituzione. Pertanto è essenziale che le imprese investano in programmi formativi adeguati per mettere i loro operatori nelle condizione di sfruttare appieno il potenziale dell’automazione.
La ricerca di Capgemini rivela infine che gli operatori coinvolti in programmi di formazione e riqualificazione, mostrano maggiore propensione all’assunzione di responsabilità, che si traduce in avanzamenti di carriera più rapidi, e anche una maggiore produttività.
Fonte:
la Repubblica]]>
L’automazione senza formazione è inutile. Una ricerca Capgemini
L’automazione crea posti di lavoro? Ne elimina? Il dibattito è annoso e le risposte arrivate da più parti sembrano confermare che, come ogni grande rivoluzione tecnologica nella storia dell’uomo, l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale, finiranno per cancellare alcune attività, sostituendosi nella loro esecuzione alla controparte umana. Quello che sembra altrettanto certo, e che la storia conferma, è che le nuove tecnologie finiranno per generare molti più posti di lavoro, che oggi è ancora difficile immaginare.
La domanda che ci poniamo però, anzi che si è posta il Capgemini Research Institute, non verte tanto sui numeri, ma sulla qualità e produttività delle attività lavorative che si aprono all’automazione e alla robotica.
Basata su un campione di oltre 2000 dipendenti e 800 manager di aziende con oltre 1 miliardo di fatturato annuo, la ricerca globale del Capgemini Institute ci rivela che il tanto agognato salto di produttività, atteso con l’introduzione dell’automazione, non c’è stato. Il motivo? La mancanza di un adeguato piano di formazione e riqualificazione della forza lavoro delle imprese. Gli operatori non erano (non sono) pronti a sfruttare appieno il potenziale dell’automazione. E questo, oltre a non generare maggiore produttività, finisce per essere un freno per le imprese.
Ma perché la formazione è importante? Qualche tempo fa avevamo parlato di un’iniziativa formativa che un’importante azienda attiva nel settore della robotica collaborativa aveva varato – gratuitamente – per i propri clienti. Il punto è proprio questo: le nuove tecnologie se non si inseriscono in un contesto pronto a riceverle (e a sfruttarle al meglio) sono strumenti sottosfruttati. È invece solo da un uso consapevole dell’automazione, e da una riqualificazione delle competenze aziendali volta a quell’uso, che può esserci maggiore produttività. È un tema di sostenibilità e responsabilità d’impresa. Le aziende devono investire sulla propria forza lavoro con programmi di formazione al passo con i tempi, solo in questo modo potranno ottenere maggiori profitti dagli investimenti fatti nell’automazione. Anche l’ultimo rapporto AIDP-LABLAW 2018 a cura di DOXA su “Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia”, mostra come nelle aziende gli investimenti fatti in robotica e nuove tecnologie, vengano – a grande maggioranza, l’89% – percepiti come al servizio delle persone e non in loro sostituzione. Pertanto è essenziale che le imprese investano in programmi formativi adeguati per mettere i loro operatori nelle condizione di sfruttare appieno il potenziale dell’automazione. La ricerca di Capgemini rivela infine che gli operatori coinvolti in programmi di formazione e riqualificazione, mostrano maggiore propensione all’assunzione di responsabilità, che si traduce in avanzamenti di carriera più rapidi, e anche una maggiore produttività. Fonte: la Repubblica]]>Potresti leggere anche...
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