Programma di lavoro EFRAG 2026: cosa prevede per il reporting di sostenibilità

EFRAG programma di lavoro 2026

Più che una stagione di nuovi obblighi, si apre una fase di messa a terra del reporting europeo.

Il programma di lavoro 2026 di EFRAG sulla rendicontazione di sostenibilità segna un passaggio importante nella fase di consolidamento della CSRD. Il messaggio di fondo è piuttosto chiaro: nel 2026 l’urgenza non sarà tanto aggiungere nuovi livelli di complessità, quanto rendere più applicabile e leggibile l’impianto esistente.

Il documento mette al centro cinque priorità: sviluppo degli standard N-ESRS per i gruppi extra-UE, prosecuzione del supporto alle PMI, rafforzamento dei meccanismi di supporto all’implementazione, aggiornamento degli strumenti di digitalizzazione e lavoro continuo sull’interoperabilità con i principali framework internazionali. È il segno di una stagione più tecnica, in cui il reporting di sostenibilità prova a passare dalla teoria del cantiere alla pratica del funzionamento quotidiano.

Uno degli aspetti più interessanti del programma è l’enfasi sul supporto all’implementazione. EFRAG prevede di consultare gli stakeholder per capire quali strumenti siano più utili nella fase applicativa: Q&A, linee guida, materiali illustrativi, contenuti formativi e altre forme di accompagnamento.

Cosa farà EFRAG nel 2026 sugli standard di sostenibilità

Il dossier più rilevante riguarda gli N-ESRS, cioè gli standard destinati ai gruppi non europei che rientrano nel campo di applicazione della CSRD. EFRAG prevede di preparare la propria consulenza tecnica alla Commissione europea entro fine gennaio 2027, dopo una consultazione pubblica attesa tra metà luglio e metà ottobre 2026.

Si tratta di un passaggio cruciale, perché gli standard per i gruppi extra-UE dovranno restare coerenti con gli ESRS semplificati attesi nel corso del 2026, ma adattandosi a un perimetro normativo diverso. In sostanza, EFRAG prova a costruire una continuità tra semplificazione europea e tenuta internazionale del sistema.

Perché il programma 2026 punta molto su PMI e standard volontario

Un altro asse centrale è il lavoro sul futuro Voluntary Standard (VS), che la Commissione europea dovrebbe adottare nel 2026 come atto delegato, sulla base del VSME per le PMI sviluppato da EFRAG.

Molte imprese – anche di dimensione notevole – non saranno soggette agli stessi obblighi delle grandi aziende incluse nella CSRD, ma continueranno comunque a ricevere richieste di dati ESG da banche, clienti, investitori e partner di filiera. Per questo EFRAG intende proseguire le attività dello SME Ecosystem, con forum dedicati, raccolta di feedback, mappatura delle piattaforme digitali e sviluppo di guide pratiche.

È una linea di lavoro che merita attenzione, perché fotografa bene la direzione del mercato: anche quando l’obbligo si alleggerisce, la domanda di trasparenza non scompare. Piuttosto, cambia canale e diventa più selettiva.

Digitalizzazione e Knowledge Hub

Nel programma trova spazio anche il rafforzamento della componente digitale. EFRAG lavorerà all’aggiornamento della tassonomia XBRL ESRS, alla lista dei requisiti in formato XLS e al potenziamento dell’ESRS Knowledge Hub, la piattaforma digitale pensata come punto di accesso digitale per orientarsi tra standard, requisiti e materiali di supporto.

È un passaggio meno visibile del dibattito politico, ma molto concreto. La qualità della rendicontazione dipenderà sempre di più non solo dai contenuti richiesti, ma anche dagli strumenti che permettono di consultarli, organizzarli e riutilizzarli. La sostenibilità, insomma, parla sempre più il linguaggio dell’infrastruttura digitale.

Perché l’interoperabilità resta una priorità nel programma EFRAG 2026

EFRAG conferma anche il lavoro di allineamento con i principali standard e framework internazionali, in particolare ISSB/SASB, GRI e GHG Protocol. L’obiettivo è limitare il rischio di doppio reporting e ridurre la frammentazione per le imprese che operano su più mercati o devono rispondere a richieste informative diverse.

Non è una novità assoluta, ma nel contesto attuale diventa un punto decisivo. Più il quadro normativo europeo cerca di semplificarsi, più cresce il bisogno di evitare che la semplificazione interna produca nuova complessità esterna.

Una nuova stagione

Nel complesso, il programma di lavoro EFRAG 2026 racconta un anno di transizione operativa. Siamo davanti a una fase in cui l’attenzione si sposta dalla costruzione dell’impianto alla sua usabilità. Dopo gli anni della spinta normativa, arriva il momento meno rumoroso e forse più decisivo: quello in cui si capisce se il sistema riesce davvero a reggere il peso della sua ambizione.

Micol Burighel

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