La qualità del dialogo con le comunità locali incide sui rischi e sulla realizzabilità degli investimenti. Per gli impianti FER e le grandi infrastrutture, costruire relazioni solide con il territorio è una scelta strategica.
La realizzazione di un impianto per la produzione di energie rinnovabili richiede capitali, competenze tecniche, autorizzazioni e sostenibilità economica. Ma c’è un altro elemento che può incidere sulla possibilità di portare a termine l’investimento: la qualità del rapporto con il territorio che lo ospiterà.
Un progetto esposto a forti contestazioni locali può incontrare ritardi, maggiori costi e difficoltà operative che si riflettono sulla sua sostenibilità economico-finanziaria. Per questo, anche la gestione delle relazioni con le comunità e dei rischi sociali può assumere rilevanza nelle valutazioni dei soggetti finanziatori. Un orientamento che trova riscontro negli standard ambientali e sociali della Banca europea per gli investimenti (BEI), che attribuiscono al coinvolgimento degli stakeholder un ruolo nella gestione degli impatti dei progetti finanziati.
L’accettabilità sociale come fattore di rischio
La diffusione di impianti rinnovabili comporta trasformazioni dei territori, con effetti sul paesaggio, sulle attività economiche e sugli equilibri locali. Anche quando gli obiettivi ambientali sono condivisi, possono emergere preoccupazioni legate all’utilizzo dei terreni, alla tutela della biodiversità o alla distribuzione dei benefici economici.
Ricondurre queste dinamiche alla sola sindrome NIMBY rischia di semplificare le ragioni del dissenso. L’accettabilità sociale si costruisce attraverso la conoscenza del contesto, l’ascolto delle esigenze locali e la capacità di integrare queste informazioni nello sviluppo dei progetti.
Anche l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), nel rapporto IEA Support to Accelerating Renewable Energy Permitting, richiama l’importanza del coinvolgimento delle comunità per affrontare le criticità che rallentano lo sviluppo delle rinnovabili.
Coinvolgere il territorio fin dalle prime fasi
Il momento in cui viene avviato il dialogo è decisivo. Quando il confronto inizia a progetto già definito, gli spazi per recepire osservazioni e proposte risultano limitati.
Un coinvolgimento precoce permette invece di individuare criticità e opportunità quando esistono ancora margini per intervenire sulle scelte progettuali. Questo richiede un’analisi del contesto sociale ed economico, una mappatura degli stakeholder e occasioni di confronto trasparenti.
La stessa Raccomandazione UE 2024/1343, dedicata all’accelerazione delle autorizzazioni per le energie rinnovabili, invita gli Stati membri a promuovere forme di partecipazione tempestive e significative delle comunità locali.
Il confronto deve inoltre accompagnarsi alla costruzione di benefici concreti e duraturi per il territorio: opportunità occupazionali, coinvolgimento delle imprese locali, formazione, tutela ambientale o iniziative condivise di sviluppo. Interventi che acquistano valore quando rispondono a bisogni reali, individuati attraverso il dialogo con le comunità, e producono risultati verificabili.
Una competenza strategica per sviluppare infrastrutture
Queste considerazioni riguardano il fotovoltaico, l’agrivoltaico e l’eolico, ma si estendono alle grandi opere e alle infrastrutture che trasformano i territori.
Per gli operatori, lo stakeholder engagement diventa una componente della gestione strategica dei progetti: consente di anticipare potenziali criticità, costruire relazioni di fiducia e creare condizioni più stabili per lo sviluppo degli investimenti.
La qualità di questi processi contribuisce anche a dimostrare a investitori e finanziatori la capacità di governare i rischi sociali e territoriali.
La transizione energetica richiede investimenti e infrastrutture, insieme alla capacità di costruire fiducia. Integrare il dialogo con il territorio fin dalle prime fasi della progettazione significa rafforzare la realizzabilità delle opere e la possibilità che generino valore condiviso.
Emilio Conti – Team Leader Stakeholder engagement Amapola
Non hai seguito il nostro ultimo webinar sull’accettabilità delle opere sui territori? Nessun problema!
Energie rinnovabili, il rapporto con il territorio è anche un fattore di bancabilità
La qualità del dialogo con le comunità locali incide sui rischi e sulla realizzabilità degli investimenti. Per gli impianti FER e le grandi infrastrutture, costruire relazioni solide con il territorio è una scelta strategica.
La realizzazione di un impianto per la produzione di energie rinnovabili richiede capitali, competenze tecniche, autorizzazioni e sostenibilità economica. Ma c’è un altro elemento che può incidere sulla possibilità di portare a termine l’investimento: la qualità del rapporto con il territorio che lo ospiterà.
Un progetto esposto a forti contestazioni locali può incontrare ritardi, maggiori costi e difficoltà operative che si riflettono sulla sua sostenibilità economico-finanziaria. Per questo, anche la gestione delle relazioni con le comunità e dei rischi sociali può assumere rilevanza nelle valutazioni dei soggetti finanziatori. Un orientamento che trova riscontro negli standard ambientali e sociali della Banca europea per gli investimenti (BEI), che attribuiscono al coinvolgimento degli stakeholder un ruolo nella gestione degli impatti dei progetti finanziati.
L’accettabilità sociale come fattore di rischio
La diffusione di impianti rinnovabili comporta trasformazioni dei territori, con effetti sul paesaggio, sulle attività economiche e sugli equilibri locali. Anche quando gli obiettivi ambientali sono condivisi, possono emergere preoccupazioni legate all’utilizzo dei terreni, alla tutela della biodiversità o alla distribuzione dei benefici economici.
Ricondurre queste dinamiche alla sola sindrome NIMBY rischia di semplificare le ragioni del dissenso. L’accettabilità sociale si costruisce attraverso la conoscenza del contesto, l’ascolto delle esigenze locali e la capacità di integrare queste informazioni nello sviluppo dei progetti.
Anche l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), nel rapporto IEA Support to Accelerating Renewable Energy Permitting, richiama l’importanza del coinvolgimento delle comunità per affrontare le criticità che rallentano lo sviluppo delle rinnovabili.
Coinvolgere il territorio fin dalle prime fasi
Il momento in cui viene avviato il dialogo è decisivo. Quando il confronto inizia a progetto già definito, gli spazi per recepire osservazioni e proposte risultano limitati.
Un coinvolgimento precoce permette invece di individuare criticità e opportunità quando esistono ancora margini per intervenire sulle scelte progettuali. Questo richiede un’analisi del contesto sociale ed economico, una mappatura degli stakeholder e occasioni di confronto trasparenti.
La stessa Raccomandazione UE 2024/1343, dedicata all’accelerazione delle autorizzazioni per le energie rinnovabili, invita gli Stati membri a promuovere forme di partecipazione tempestive e significative delle comunità locali.
Il confronto deve inoltre accompagnarsi alla costruzione di benefici concreti e duraturi per il territorio: opportunità occupazionali, coinvolgimento delle imprese locali, formazione, tutela ambientale o iniziative condivise di sviluppo. Interventi che acquistano valore quando rispondono a bisogni reali, individuati attraverso il dialogo con le comunità, e producono risultati verificabili.
Una competenza strategica per sviluppare infrastrutture
Queste considerazioni riguardano il fotovoltaico, l’agrivoltaico e l’eolico, ma si estendono alle grandi opere e alle infrastrutture che trasformano i territori.
Per gli operatori, lo stakeholder engagement diventa una componente della gestione strategica dei progetti: consente di anticipare potenziali criticità, costruire relazioni di fiducia e creare condizioni più stabili per lo sviluppo degli investimenti.
La qualità di questi processi contribuisce anche a dimostrare a investitori e finanziatori la capacità di governare i rischi sociali e territoriali.
La transizione energetica richiede investimenti e infrastrutture, insieme alla capacità di costruire fiducia. Integrare il dialogo con il territorio fin dalle prime fasi della progettazione significa rafforzare la realizzabilità delle opere e la possibilità che generino valore condiviso.
Emilio Conti – Team Leader Stakeholder engagement Amapola
Non hai seguito il nostro ultimo webinar sull’accettabilità delle opere sui territori? Nessun problema!
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